Spaghetti al melù: un primo piatto alternativo, economico, semplice e se volete leggero

Spaghetti al melù: un primo piatto alternativo, economico, semplice e se volete leggero

Oggi cari gastronauti, vi presentiamo una ricettina semplice, economica e dietetica (nella versione light), che comunque vi garantisce un’ottima figura se presentata ad un pranzo o una cena tra amici come un buon primo piatto di pesce. Parliamo infatti di un pesce non molto apprezzato, forse per errore, dalle carni bianche e delicate, non molto saporito, molto simile al merluzzetto: il melù. Ancora si trova nei banchi a prezzi decenti e considerando che quasi tutto il pesce difficilmente è a buon mercato, il fatto di trovarlo dai 4 agli 8 euro il kg non ci sembra male. Comunque passiamo alla ricetta; vi forniremo due versioni, una light ed una un po’ più grassa ma tutto sommato sempre abbastanza contenuta dal punto di vista calorico. Innanzitutto procuratevi l’ingrediente base, i melù, ben freschi, considerando anche che è un pesce dalle carni molto morbide e facilmente deteriorabile, quindi per la buona riuscita della ricetta dovà essere veramente fresco! Un bel ciuffo di prezzemolo, aglio, panna da cucina o latte, e sale. Ricapitoliamo aggiungendo le quantità:

600 gr di melù molto freschi
1 bel ciuffetto di prezzemolo
2 agli
1 cucchiaio di panna o ½ bicchiere di latte intero
2 cucchiai d’olio
Sale q.b
A questo punto iniziate la preparazione: dovrete innanzitutto sfilettare il pesce, un’operazione che vi consiglio di far fare al vostro pescivendolo di fiducia se non siete molto pratici, in alternativa, dopo naturalmente averlo pulito (interiora e branchie), tagliate la testa, ponete il pesce su di un tagliere e con un coltello affilato iniziate ad incidere un lato del pesce dalla parte del dorso, partendo dalla testa fino ad arrivare alla coda, in modo da separare la carne dalla spina dorsale; ripetete l’operazione per l’altro lato del pesce, togliete dai filetti ottenuti le spine dorsali e quelle inferiori, sciacquate i filetti di melù ed il gioco è fatto.
A questo punto mondate lavate e tritate il prezzemolo, spellate gli agli e divideteli a metà. Fate soffriggere l’aglio con l’olio ed il prezzemolo per circa 5 minuti e aggiungete i filetti. Cuocete per non molto, vedrete che essendo un pesce dalle carni molto tenere, in pochi minuti sarà cotto. Cercate di spezzettarlo aiutandovi con un mestolo; lo dovrete ridurre a piccoli pezzetti; aggiungete il sale e alla fine un bel cucchiaio di panna, un ultima giratina ed il sugo di pesce è pronto. Se invece della panna usate il latte, fate cuocere per un altro pochino in modo da far un pò asciugare il sugo, ma mantendolo sempre morbido, magari aggiungete il latte qualche minuto prima in modo che il pesce non cuocia troppo. Non vi resta che scolare la pasta, spaghetti ma anche pasta corta se preferite, al dente, saltarla in padella e servire il tavola. Come al solito come decorazione, del prezzemolo tritato sopra ad ogni piatto. Vedrete che sarà un buon primo piatto. Buon appetito.

Le violenze sugli alberi

Capitozzature, mutilazioni e abbattimenti

Quanto più la chioma di un albero è completa, tanto più questo si trova nelle condizioni migliori di vegetazione. La chioma, con le sue foglie, è la sorgente di tutti i benefici che l’albero arreca all’uomo.

Quando non è necesaria per gravissimi motivi, la potatura dei rami vivi di un albero e la mutilazione di grosse branche dei rami principali (detta “capitozzatura”) deve essere evitata. Nel tempo queste pratiche indeboliscono la vitalità dell’albero, ne costituiscono le porte di ingresso alle malattie delle piente a batteri e ai funghi demolitori del legno.

La potatura di grosse branche inoltre modifica l’intera architettura della pianta e gli assetti di resistenza al peso ne vengono danneggiati mentre numerosi “polloni” e “soffioni” di lunghi e deboli rami crescono in sostituzione di quelli tagliati, essendo però molto meno resistenti al vento, alle intemperie e alla neve rendendo la stabilità dell apianta assai più precaria e pericolosa.

Nelle conifere, la potatura dei rami superiori e della cima può essere addirittura fatale.

La somma di tutti questi diffusi comportamenti di malagestione degli alberi nelle città, impoverisce, imbruttisce e deturpa fatalmente il nostro patrimonio arboreo ormai in netto declino.

Si deve tenere presente che una pianta che vive in buone condizioni di salute non va potata. La potatura va eseguita solo per gravi motivi e con criteri prudenziali tali da non ridurre il suo stato di salute e di non alterarne definitivamente la fisionomia naturale.

Infine gli abbattimenti di piante ancora in salute, o mancate piantumanzioni compensative di piante sostituite stanno letteralmente decimando i nostri poloni verdi residui e superstiti alle motoseghe dentro parchi urbani, strade e giardini.

Chiediamo a tutti i cittadini e soprattuto alle amministrazioni comunali troppo spesso poco attente e sensibili in materia, di rispettare i regolamenti comunale e le norme di tutela. Gli alberi, di proprietà pubblica o privata sono patrimonio ambientale di tutti e dovranno essere eredità per le future generazioni!

La biografia di Monica Bellucci

Monica Bellucci (Monica Anna Maria Bellucci all’anagrafe) è un’attrice italiana nata nel 1964 a Città di Castello nella regione Umbria. Monica frequenta la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Perugia, che tuttavia abbandona presto per dedicarsi completamente al lavoro di modella sulle passerelle milanesi. Nel 1988 si trasferisce a Milano dove sfila sulle passerelle dei maggiori nomi della moda, acquista fama a Parigi e anche a New York e partecipa alle sfilate di Dolce & Gabbana, Fendi tutti i più grandi stilisti. La carriera al cinema inizia negli anni 90, debutta nel film per tv del regista italiano Dino Risi dal titolo Vita coi figli, che vede tra i protagonisti il grande Giancarlo Giannini e la storica Corinne Clery. L’anno successivo Monica viene chiamata recitare il ruolo di protagonista nella La Riffa del regista Francesco Laudadio, che vede come coprotagonisti Giulio Scarpati ed il bravissimo Massimo Ghini. Con la ferma volontà di fare successo in tutto il mondo del cinema, la Bellucci arriva ad Hollywood, dove recita con successo nel ruolo di una delle amanti di Dracula nella bellissima pellicola Dracula di Bram Stoker recitando una delle scene più erotiche della storia del cinema. Nel 1999 si celebra il matrimonio con Vincent Cassel, affascinante attore francese dal quale ha la Bellucci una figlia, che chiamano Deva. La sua popolarità cresce nel 2000 con il film Malèna diretto dal regista Giuseppe Tornatore ed ancora di più quando Monica interpreta Maria Maddalena nel film La passione di Cristo diretta dal regista ed attore americano Mel Gibson. Nel 2003 in Ricordati di me di Gabriele Muccino, interpreta il ruolo dell’amante di Fabrizio Bentivoglio. Spike Lee le affida il ruolo di figlia di gangster in Lei mi odia nel 2004 e, ormai riconosciuta mondialmente come una delle donne più belle e sensuali dello schermo, diventa giurata al Festival di Cannes. Nel 2007 recita accanto a Riccardo Scamarcio nel film Manuale d’amore 2 Capitoli successivi per il toscano Giovanni Veronesi. Nel novembre 2007 partecipa al cortometraggio dal titolo Heart Tango diretto dal regista italiano Gabriele Muccino.

Ci vuole orecchio! (e marker)

Ci sono diverse tecniche per realizzare editing sincronizzati a brani musicali con una ritmica molto spinta.
Parliamo della mia preferita.

Gli strumenti necessari sono: i marker e il relativo comando da tastiera (di default è il tasto M) e il tuo buon orecchio musicale.

Le fasi: Seleziona il tuo brano musicale; importalo dentro FCP; trascinalo sulla Timeline; ascoltalo più di una volta e cerca di coglierne la ritmica dominante;

Ora preparati, inizia il divertimento vero e proprio: Il tuo dito, come su di un grilletto di una pistola pronto a sparare, posizionalo sopra il tasto M; mandate in esecuzione la timeline e ad ogni battuta che percepite con il vostro orecchio musicale corrisponde una pressione sul tasto M.

In questo modo avrete disseminato la vostra timeline di marker verdi.
Con un po di esercizio, sarà facilissimo marcare i brani con precisione.
Un consiglio, mentre ascoltate e marcate, chiudete gli occhi.
Una volta marcata la Timeline, rendete visibile la forma donda spuntando lopzione _Show Audio Waveforms nel pannello Timeline Options della finestra di dialogo User Preferences accessibile tramite il menu Final Cut Pro.

A questo punto assicuratevi che laudio scrubbing sia attivato (laudio scrubbing è lopzione che vi permette di ascoltare la traccia audio durante il trascinamento del cursore sulla timeline, potrete attivarla dal menu principale View>Audio Scrubbing o con il comando veloce shift+s, ma di solito è attivata di default) dopo di che, se avrete voglia o necessità , potrete sistemare con precisione certosina i vostri markers usando quindi la forma donda per rintracciare landamento ritmico del brano.

Per cancellarli basta posizionarsi con il cursore della timeline sopra di questi premere di nuovo il tasto M ed usare il pulsante Delete allinterno della finestra di dialogo Edit Marker che si aprirà automaticamente. Quindi farne uno nuovo nella posizione corretta. Sistemati i Marker a vostro piacimento, potrete editare, con laiuto dello snapping (la calamita) attivabile e disattivabile di default con il tasto N, i vostri clip sulla traccia tagliandoli e sistemandoli usando i nuovi riferimenti ritmici che avete appena creato. Buon Lavoro e O(re)cchio alla musica!