Le violenze sugli alberi

Le violenze sugli alberi

Capitozzature, mutilazioni e abbattimenti

Quanto più la chioma di un albero è completa, tanto più questo si trova nelle condizioni migliori di vegetazione. La chioma, con le sue foglie, è la sorgente di tutti i benefici che l’albero arreca all’uomo.

Quando non è necesaria per gravissimi motivi, la potatura dei rami vivi di un albero e la mutilazione di grosse branche dei rami principali (detta “capitozzatura”) deve essere evitata. Nel tempo queste pratiche indeboliscono la vitalità dell’albero, ne costituiscono le porte di ingresso alle malattie delle piente a batteri e ai funghi demolitori del legno.

La potatura di grosse branche inoltre modifica l’intera architettura della pianta e gli assetti di resistenza al peso ne vengono danneggiati mentre numerosi “polloni” e “soffioni” di lunghi e deboli rami crescono in sostituzione di quelli tagliati, essendo però molto meno resistenti al vento, alle intemperie e alla neve rendendo la stabilità dell apianta assai più precaria e pericolosa.

Nelle conifere, la potatura dei rami superiori e della cima può essere addirittura fatale.

La somma di tutti questi diffusi comportamenti di malagestione degli alberi nelle città, impoverisce, imbruttisce e deturpa fatalmente il nostro patrimonio arboreo ormai in netto declino.

Si deve tenere presente che una pianta che vive in buone condizioni di salute non va potata. La potatura va eseguita solo per gravi motivi e con criteri prudenziali tali da non ridurre il suo stato di salute e di non alterarne definitivamente la fisionomia naturale.

Infine gli abbattimenti di piante ancora in salute, o mancate piantumanzioni compensative di piante sostituite stanno letteralmente decimando i nostri poloni verdi residui e superstiti alle motoseghe dentro parchi urbani, strade e giardini.

Chiediamo a tutti i cittadini e soprattuto alle amministrazioni comunali troppo spesso poco attente e sensibili in materia, di rispettare i regolamenti comunale e le norme di tutela. Gli alberi, di proprietà pubblica o privata sono patrimonio ambientale di tutti e dovranno essere eredità per le future generazioni!

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